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VIII Strada

Babylon

Sono passati sette anni (era il 2008) da quando la band milanese degli VIII Strada colpì in modo significativo e positivo l’immaginario del mondo progressive internazionale con il debut album La leggenda della grande porta, già allora un lavoro ambizioso e di un certo rilievo; con Babylon il quintetto realizza un tassello decisivo all’interno di una carriera che, se non altro per le tempistiche, si può certamente definire “meditata”. Babylon viene definita dagli stessi musicisti come una sorta di opera rock che propone come argomento caratterizzante, il “disagio e la solitudine di un malato di mente, o di chiunque viva una condizione di diversità o di disadattamento”.

Una trama complessa, dunque, all’interno della quale i singoli brani vivono, comunque, di vita propria: sono collegati ma non necessariamente allacciati l’uno all’altro, anche perché inquadrano in focus dell’album da angolazioni, prospettive e con narrazioni differenti. Non siamo quindi di fronte ad una vera e propria suite, proprio perché non c’è la continuità narrativa che la dovrebbe caratterizzare, ma ad una serie ininterrotta di flash narrativi che riconducono il lavoro all’argomento principale partendo da personaggi, luoghi e situazioni differenti, lontani nel tempo e dalle inconsuete connotazioni.

Il secondo lavoro degli VIII Strada non si muove nell’ambito del prog cosiddetto classico ma dimostra quanto la band abbia assorbito, soprattutto a livello di suoni e di sviluppo ritmico ed armonico quanto realizzato in ambito prog-metal negli ultimi vent’anni: ci sono rimandi ai primi Dream Theater, al prog americano di Spock’s Beard e Transatlantic e, qua e là, tracce del prog nordeuropeo di Flower Kings e Tangent. Una delle note più liete e positive è, una volta tanto, tutto ciò che riguarda i testi ed il cantato, perché, verrebbe da dire finalmente, sono proprio le parole, la loro scansione ritmica e la loro struttura, ad adattarsi all’idea musicale. L’italiano non è, in assoluto, una lingua “liquida”, adattabile come l’inglese a brani musicali dalle strutture complesse, proprio perché, a differenza dell’inglese, non è affatto semplice conciliare le rime, ma anche le stesse parole che non possono essere troncate con la rigidità di una sequenza strumentale in cui il tempo cambia più volte ed in cui si esce in modo significativo dalla successione strofa/ritornello. Qui le frasi, e dunque le narrazioni, sono spezzate, frammentate, aderiscono alle progressioni musicali, si prendono pause anche significative e non ricercano tanto la rima e la geometria verbale, quanto l’intensità ed il pathos narrativo.

Realizzare questa simbiosi necessita, ovviamente, di una perizia strumentale e vocale notevole, perché altrimenti l’intera costruzione sonora risulterebbe debole. In questo senso dunque va reso il giusto plauso ai musicisti: alla sezione ritmica, Sergio Merlino e Riccardo Preda, che davvero non hanno un attimo di tregua e fanno della poliritmia uno standard; alla sezione, diciamo così, armonico/melodica, Davide Zigliani e Silvano Negrinelli che inventano, ad ogni passaggio, soluzioni brillanti, sorprendenti, omogenee e mai ridondanti. Last, but not least, la voce di Tito Vizzuso, capace di raccontare, con tutta una serie di coloriture davvero notevoli, le passioni, i sentimenti e le emozioni che fanno di questo lavoro un’opera realmente a tutto tondo, ricca, ma non sovrabbondante, ma soprattutto agevole da ascoltare, priva di momenti “morti” o di passaggi a vuoto; in sintesi, un’idea davvero eccellente realizzata in modo altrettanto eccellente.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: VIII Strada, Stefano Mariani    
  • Anno: 2015
  • Durata: 51:27
  • Etichetta: Fading Records

Elenco delle tracce

01. Ombre cinesi
02. Preludio a Eclypse
03. Eclipse anulaire
04. Deguello
05. 1403, storia in Firenze
06. Babylon
07. Time of stardust
08. Slow
09. Ninna nanna

Brani migliori

  1. Babylon
  2. Slow
  3. Ninna nanna

Musicisti

Tito Vizzuso: vocals  -  Davide Zigliani: guitars, back vocals  -  Silvano Negrinelli: piano, keyboards, back vocals  -  Sergio Merlino: bass, back vocals  -  Riccardo Preda: drums, back vocals  -  Andrea Negrinelli: back vocals